mercoledì 17 giugno 2026
TFR: cosa cambia da luglio
Paghe e diritto del lavoro
A partire dal mese di luglio entrerà in vigore una novità sul TFR. Si tratta di una modifica relativa alla destinazione automatica del TFR verso un fondo pensione in applicazione del principio del silenzio‑assenso già previsto dalla normativa sulla previdenza complementare in assenza di una scelta esplicita del lavoratore.
Riduzione dei termini per la scelta
Nel regime precedente (fino al 30 giugno 2026), il lavoratore neoassunto disponeva di sei mesi dalla data di assunzione per scegliere la destinazione del proprio TFR. In assenza di una decisione espressa entro tale termine, operava il meccanismo del silenzio‑assenso, con conseguente conferimento automatico del TFR a una forma di previdenza complementare, generalmente il fondo di categoria.
Con il nuovo regime (dal 1° luglio 2026), il termine per effettuare la scelta viene significativamente ridotto: il lavoratore ha infatti 60 giorni (due mesi) dalla data di assunzione per esprimersi.
Destinazione del TFR in assenza di scelta
Nel caso in cui il dipendente non manifesti la propria volontà entro i termini previsti, il TFR maturando sarà destinato secondo il seguente ordine:
- al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo applicato;
- in mancanza di tale fondo, a una forma di previdenza complementare individuata dalla normativa vigente;
- per le aziende con obbligo al versamento al Fondo Tesoreria INPS restano comunque applicabili le relative disposizioni (art. 1, commi 755 e seguenti, L. n. 296/2006) per il TFR mantenuto in azienda.
Perché è importante decidere
Il TFR rappresenta una componente significativa della futura tutela previdenziale. Si raccomanda ai lavoratori di valutare con attenzione le diverse opzioni disponibili e di formalizzare tempestivamente la propria decisione, al fine di evitare assegnazioni automatiche potenzialmente non coerenti con le proprie esigenze previdenziali.


Jasmin Lumetta
Capoarea

